Ho visto un re piangere, è stato strano i re di solito non piangono, i re di solito guidano il popolo. Ho visto un re interessarsi ad un semplice cortigiano, aveva lo sgurado dolce e fiero. Ho visto un re ribellarsi ad una bugia, ad una promessa non mantenuta. Ho visto un re piangere, aveva visto i suoi limiti ed ha avuto paura. Da domani vedrò un re ridere ha scoperto i suoi limiti e d'ora in poi non può far altro che migliorarsi.
La maggior parte delle persone si sopravvalutano, si sentono intellettuali, non percependo i loro fallimenti e l'inutilità del loro pensiero...ed io ne conosco di persone così...
Io so.Io so cosa vi aspetta nei prossimi mesi, è il vantaggio del mio lavoro. Vi affannate tanto e non vedete cosa vi fanno sotto il naso. Vi sbattete per giorni a cercare l'ago nel pagliaio e non vedete la trave che vi incula. La mia è una prospettiva privilegiata, io vedo, io so, io sento in anticipo.Intendiamoci sono io la prima testa di cazzo e se vuoi passare una giornata con me a lavoro devi fare a cazzotti con la tua moralità, perchè esiste anche l'amoralità. Sì avete sentito bene AMORALITA' e non scandalizzatevi. Non siete meglio di me,tutti hanno qualcosa di immorale dentro,sapete quante persone ho conosciuto bravissime a raccontare le cazzate del secolo e a prendere posizioni che sistematicamente non hanno mantenuto. Frequento bei salotti mondani, dove si muovono i fili e conosco gente che potrebbe spingere le carriere avanti, potrei chiamarli e frequentarli ma...Voi intanto continuate ad affannarvi io vedo, io so, io sento. E' il vantaggio del mio lavoro.
C'era una scuola media, c'era una classe con dei ragazzini/e che si portavano dietro un miliardo di storie diverse. C'erano Nicola e Lorella, lui già a 13 anni col piglio di chi da grande farà carriera, lei con tante difficoltà ed un profitto che, nonostante l'impegno, non andava. C'era un compito di matematica, c'era una richiesta "sono davvero in difficoltà, per favore mi passi il compito, dai, ti pago all'uscita una pizza e il gelato". Lorella sembrava disperata, in fondo era uno stupido compito, ma a 12 anni sembrava il mondo. Il compito arrivò e con lui tutte le promesse fatte, peccato che, dopo una settimana, arrivarono anche i voti, Lorella 4, Nicola (il furbo) 8. In quella classe c'era anche un tipo strano, lo chiamavano Bailame, lui vide e sentì tutto. In quel momento capì che Lorella vantava un credito verso Nicola per la fregatura presa, e in quello stesso momento decise di subetrare lui al credito di lei. Da allora sono passati tanti anni, oggi Lorella è una commessa che vive la sua vita con una dignità immensa, Nicola è un rampante giovanotto in carriera. Sono passati tanti anni e in settimana c'è stata una riunione, una riunione cui il destino ha deciso che partecipassero, senza saperlo, Bailame e Nicola, e qualcuno in quella sala ha visto alla fine Bailame uscire con uno strano sorriso. Nicola è uno in carriera, di quelli pronti ad ogni cosa pur di vincere, Bailame è un povero stupido che a volte fa ancora funzionare il cuore. Quel giorno al termine della riunione gli ha detto "ok d'accordo così". Qualche giorno dopo Nicola era in preda alla rabbia, qualcuno (indovinate chi?) gli aveva fatto saltare tutto, promozione compresa. "Non finisce qui Bailame, ti anniento". "Scusami Nicola, con quelli come te divento un cannibale, e poi vanto un credito da non so quanti anni, me l'ha ceduto Lorella ed io oggi sono venuto a riscuotere con gli interessi. Ah già che ti trovi se vai a fare un giro in quel negozio, Lorella la trovi lì, fa la commessa e se hai tempo guardala negli occhi, vedrai una dignità che tu non sai nemmeno cosa sia". Nella vita, a volte, basta aspettare.
E' la forma verbale da me più utilizzata:
vorrei essere migliore;
vorrei qualche guerra in meno;
vorrei che per una volta qualcuno,solo uno,mi ascoltasse;
vorrei un arcobaleno permanente sulla mia testa;
vorrei gestire un pò meglio il dispiacere;
vorrei ridere,fin quando possibile,delle delusioni;
vorrei che tutti,con modi e tempi diversi,vivessero una vita decente;
vorrei che chi si rivolge a me chiedendomi la strada giusta,capisca che quella strada non la conosco nemmeno io;
vorrei che ci fosse più coscienza;
vorrei che in giro ci fosse meno mediocrità;
vorrei una carezza ma non ho il coraggio di chiederla a nessuno.